Gli oggetti sono ancore di memoria

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Il Sindaco invita la cittadinanza alla riflessione in occasione dell'anniversario della strage: la lotta alla mafia è un dovere di tutti i giorni

Data di pubblicazione:

17 Luglio 2026

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Domenica 19 luglio ricorre il 34° anniversario della strage di Via D’Amelio, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta – Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. A pochi giorni da quel tragico anniversario, la nostra comunità si stringe nel ricordo di un sacrificio che ancora oggi rappresenta una ferita aperta nella storia del nostro Paese e un monito per tutti noi.

Proprio in questi giorni, quel ricordo si è fatto ancora più vivo e tangibile grazie all’esposizione a Palermo, presso il Museo del Presente “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”, della Fiat Croma bianca su cui viaggiava Giovanni Falcone. Un’auto che, nelle parole di Maria Falcone, sorella del giudice, assume un valore che va ben oltre quello di un reperto storico. “Davanti a quella macchina ci si deve inchinare” – ha detto, e in quel gesto di rispetto c’è tutta la consapevolezza che gli oggetti sono ancore di memoria: parlano ai giovani con una voce che i libri non sempre sanno avere, rendono concreto e vicino ciò che altrimenti, col passare degli anni, potrebbe diventare solo una lontana pagina di storia. Le sue parole, mentre guardava quell’auto ancora con le lacrime agli occhi, raccontano il peso di trentaquattro anni caduti sulle sue spalle – un peso che non si alleggerisce con il tempo, ma che si porta dentro chi ha vissuto quel dolore. Ci parlano della fatica di custodire una memoria che non si affievolisce e del dovere di tramandarla, generazione dopo generazione.

L’auto di Falcone, come la lapide e l’ulivo in Via D’Amelio, sono strumenti per non dimenticare, per far toccare con mano la storia e per ricordare che la mafia ha ucciso due eroi, ma non ha vinto. Da Sindaco, sento il dovere di ricordare che il sacrificio di Borsellino e dei suoi uomini è ancora oggi un monito contro l’indifferenza. Onorare la loro memoria significa scegliere ogni giorno la strada della legalità e della giustizia.

Per questo, in occasione di questo anniversario, invito tutta la cittadinanza a fermarsi in un momento di silenzio e riflessione, perché il nostro “no” alla mafia e il nostro “sì” alla giustizia si esprimono prima di tutto nelle scelte di ogni giorno, come ci ha insegnato Paolo Borsellino: “la lotta alla mafia non deve essere un impegno eccezionale, ma un dovere quotidiano”.

Fabio Rubagotti – Sindaco

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Ultimo aggiornamento: 17/07/2026, 12:19
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