Anniversario della Liberazione

75 anni fa le nostre strade e le nostre piazze erano in festa. Uomini e donne, bambini, ragazzi, giovani, adulti e anziani tornavano a respirare la libertà così lungamente oppressa e vietata.

Tutti scendevano in piazza e cantavano di quella libertà riconquistata per la quale avevano lottato comprendendo appieno l’importanza di poter vivere in un mondo libero e in pace.

Anni di guerra e sangue, anni di morte e di rivendicazioni. Anni in cui l’uomo ha lasciato trapelare quanto si possa diventare ciechi di fronte all’idea di far valere l’egoismo ed il potere. Anni in cui l’unico obiettivo era annientare chi ritenuto diverso anche solo rispetto ad un pensiero.

Il 25 aprile di 75 anni fa e da allora, anno dopo anno, ricordiamo quel giorno affinchè la memoria storica possa non farci incorrere negli stessi errori. Sì, perchè lo sappiamo di quanta poca memoria l’uomo possa essere capace, di quanto sia più facile far finta di nulla, nascondere, dire mezze verità per cercare di emergere da una situazione che non riteniamo sufficientemente capace di far vedere chi siamo. Così nella storia abbiamo lasciato che molti uomini di potere si appropriassero della libertà altrui, forse lasciandoci convincere che era per il bene comune.

Il desiderio di libertà del popolo italiano e la battaglia partigiana hanno fermato questa devianza. Ha riportato l’uomo a vedere con i propri occhi e con il proprio cuore. E’ vero, si sono dovuti imbracciare i fucili, si è dovuto entrare nelle viscere di una guerra in essere, si è dovuto ribaltare il sistema. Questa storia resta viva perchè abbiamo la fortuna e il privilegio di vederla e ascoltarla in uomini e donne che oggi ancora ci raccontano di quegli anni. E’ la memoria storica più importante che abbiamo, che dobbiamo voler far nostra e riuscire a tramandare. Solo così potremo impedire il riecheggiarsi di quell’odio e di quella follia dettate dal senso di onnipotenza che si insinua nell’essere umano. Noi troppo spesso ci permettiamo di dimenticare o, peggio, di voler dimenticare. Troppo spesso lasciamo che la comodità e la strada più facile ci attirino o giustifichino comportamenti che, silenziosamente, minano quella terra che la liberazione ci ha riconsegnato. Ci viene facile negare l’apparenza e puntare il dito contro: quante volte ci ritroviamo in mezzo al “tutti contro tutti”!

Dove e quando dimentichiamo il significato di una frase che spesso si sente dire? che spesso pronunciamo per primi? “la mia libertà finisce laddove inizia quella dell’altro”

Ci sono cose che ci devono appartenere, che dobbiamo sentire nostre, che dobbiamo vivere davvero. Genitori che di fronte ai propri figli devono volere un mondo migliore. Ma quel mondo lo dobbiamo costruire noi desiderando di deporre nelle mani delle giovani generazioni non fiori e corone ma strumenti di onestà, lealtà, coraggio e verità.

Quegli stessi strumenti che in molti hanno deciso di imbracciare più di 75 anni fa per poter festeggiare il 25 aprile. Il loro 25 aprile,  il nostro 25 aprile.
Dimentichiamo ma non dobbiamo dimenticare.

Oggi festeggiamo in silenzio, senza poter scendere in piazza. Oggi viviamo il 25 aprile appendendo le bandiere alle finestre senza poter riempire le strade con colori, canti e testimonianze.

Nel silenzio di cui siamo circondati ho due pensieri che corrono paralleli:

1) là e allora si combatteva per riappropriarsi della Libertà che la Costituzione Italiana riconosce e restituisce a tutti ma che gelosamente difende e protegge. Si ricostruivano città, relazioni e comunità. Si rimboccavano le maniche dei vestiti logori per creare nuovo lavoro, nuove prospettive, nuove possibilità. Si costruiva sulle macerie di un mondo devastato dall’odio dell’uomo sull’uomo e in silenzio si piangeva di ciò che era stato rubato, negato e distrutto.

2) qui e ora: il 25 aprile è la festa della Liberazione, è la vittoria dell’uomo per l’uomo. Quell’uomo che giorno dopo giorno combatte, si rimbocca le maniche, prova a costruire ciò che serve per rendere migliore ciò che c’è e ciò che ha.L’uomo che oggi, al tempo del Coronavirus, in silenzio asciuga le lacrime per ciò che viene negato e portato via.

Eccola quella libertà di vita che capisco così importante. Quella vera, trasparente e piena che – conquistata – non possiamo permetterci di non mantenere, custodire e proteggere. Come hanno fatto i padri della Costituzione, a noi, oggi tocca un pezzo di storia che dovremo voler e saper trasmettere.

Se lo possiamo fare è perchè 75 anni fa qualcuno ci ha insegnato ciò che ancora resta, si radica e si fortifica. E in quell’insegnamento troviamo il coraggio per affrontare ciò che la vita ci pone di fronte: non importa che battaglia sia.  Importa aver capito come la si deve vincere: con dignità e unità resistendo nell’essere uomini liberi e onesti.

W l’Italia
W la libertà
W la resistenza

Il Sindaco
Sara Santagostino